Intervista a Pamela Barsky

Intervista a Pamela Barsky

Slogan da pochette

Pamela Barsky e le sue creazioni tra arte e fashion.
Borsette da gadget feticista sulle quali c’è sempre una frase, che sia dedicata alla sua città del cuore, New York o in stile battuta ironica che rispecchia le nostre nevrosi quotidiane.

Città

New York

Opening e Date

Shop online H24

Adatto a:

quasi tutte le età

Genere

Gadget

Introduzione

Come ho scoperto Pamela Barsky

Merito di Instagram

Quando hai un account in Instagram (il mio è @luciapecoraro_ – nel footer puoi vedere già una preview) e un po’ di tempo per il “cazzeggio” nel feed e nella sezione Proposte di altri profili che inizi a seguire, scopri un mondo bellissimo fatto di persone, stili e realtà che spesso non ci s’immagina.
Appassionata di arte e in quel giorno di illustratori, mi è capitato di imbattermi in Pamela Barsky e subito ho voluto conoscerla!

Gli ingredienti che mi hanno fatto ingolosire e che ho chiesto in un’intervista alla designer di borsette più cool di New York.
Immaginando lo stile di vita nella metropoli di New York e al condizionamento della comunicazione digitale nel quotidiano, com’è il tuo atteggiamento nei confronti di Social Network? In particolare di Instagram, dove ti ho trovata!

Per lo più io uso Instagram dove ho molti seguaci, ma ultimamente, penso davvero che il suo impatto sia negativo. Tempo fa quando pubblicavo un nuovo prodotto, vedevo un aumento immediato delle vendite online e delle persone che entravano nel negozio con riferimento la foto vista sul social. Ma la maggior parte si fermava lì.

Cosa ne pensi dell’influencer marketing e per il tuo lavoro queste nuove figure professionali possono avere un valore aggiunto al tuo business o consideri sia sufficiente lavorare con costanza e dedizione al tuo account?

Personalmente, penso che gli influencer siano “bs-” (porcheria). Tutti sanno quanto viene pagato un post e questo non è una prerogativa dove mi piace investire denaro. Detto questo, ho avuto un’enorme crescita di follower quando gli utenti popolari o famosi hanno pubblicato le nostre cose, ma la soddisfazione è che a loro piacevano davvero.

Cos’è Arte o Creatività?

In realtà non ci penso o almeno in questo modo.
La creatività governa tutto ciò che faccio. Cercare di definirla è come cercare di rimuovere un ciglio dal tuo occhio. Più cerchi di vederlo o di individuarlo, più è difficile da trovare.
Sono orgogliosa di dire che non ho mai preso una decisione aziendale che non fosse una decisione creativa.

Come è nato il tuo marchio?

Ho disegnato prodotti da quando avevo dieci anni, forse ancor più giovane. Le mie borse sono nate perché non volevo più sollevare pesanti scatole di libri, il mio ultimo prodotto era un diario a tema e volevo progettare qualcosa di più facile soprattutto che pesasse un po’ meno sulla mia schiena. Sebbene amante della moda, non sapevo nulla del cucito e dovevo solo capirlo.

Qual è la tua borsetta più preziosa e tra le tue borse qual è la tua preferita?

Colleziono borse vintage di Roberta di Camerino e sono innamorata di una borsa vintage di Louis Vuitton dalla forma insolita. Della mia stessa linea, adoro la borsa in pelle.

Per le frasi che scrivi sulle tue borse, dove trovi l’ispirazione?

Sono stata una scrittrice per tutta la vita. Per una scrittrice non è difficile: hai solo bisogno di continuare a riorganizzare le parole finché non ti dicono qualcosa di intelligente.
Ci sono idee dappertutto, devi solo prendere il tempo per raggiungerle e afferrarle.

Progetti per il futuro o sogni nel cassetto?

Sto lavorando ad alcuni nuovi fermacarte in plexiglass. Ma mi piacerebbe davvero aprire una gelateria.

Qual è il tuo rapporto con la città di New York? Cosa c’è di speciale?

Mi sono trasferita a New York perchè mi sono innamorata di mio marito che viene dal Brasile e adora New York più di ogni altra cosa. Anche se ho sempre sognato di vivere a New York quand’ero giovane, la prima volta che mi sono trasferita qui, me ne sono andata perché era troppo difficile viverci. Sono ritornata con un po’ di saggezza e mi ha dato la possibilità di vivere in questa città con più facilità. Ho un rapporto di odio e amore con New York. Amo il cibo, l’eccitazione, lo shopping, la moda, ma ad essere onesti, la vita è stata molto più semplice a Los Angeles.

Cosa non ti stancherà mai?

Il gelato soft-service.

E di cosa ti sei stancato?

Della pulizia. Non sono così “big” nelle faccende domestiche.

Sei mai stata in Italia? E se sì, ne hai conservato un souvenir (culturalmente parlando)?

Amo l’Italia e spero di visitarla ancora e ancora. Caccio e pepe a Roma è stato il migliore che abbia mai avuto. Infatti, dalla mia prima visita, ho praticamente smesso di mangiare la pasta a New York. Essendo un’appassionata di moda, adoro Milano, in particolare la possibilità di trovare il quasi impossibile. Ricordo di un negozio dove avevo trovato la migliore collezione di vintage firmata che avevo mai visto.

Tutte le immagini riferiscono al sito di pamelabarsky.com

Pamela Barsky

Adorabile, ironica e concreta, come le sue citazioni.
Un regalo, gadget o souvenir da prendere se vi capita di passare a New York o nel suo sito web.
  • Indirizzo: 568 Broadway, New York, NY 10012
  • Sito web pamelabarsky.com
  • Costo medio $ 16,50

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Che cos’è il genio?

È fantasia, intuizione, decisione e velocità d’esecuzione.

(Cit. Amici Miei, Film del 1975 diretto da Mario Monicelli)

Più di 152k follower in Instagram (in continua crescita)

E una sola foto al giorno

Si chiama ‘The Single post Instagram’ ed è il sottotitolo dell’account di uno degli artisti italiani più quotati nel mercato dell’arte contemporanea internazionale.

Parliamo del geniale e provocatorio, Maurizio Cattelan (@mauriziocattelan in IG), che pubblica una foto per sole 24 ore per poi cancellarla e sostituirla con una nuova.

Maurizio Cattelan è Social

Secondo una dichiarazione di Marian Goodman, la galleria di Manhattan, New York di riferimento dell’artista, è lo stesso Cattelan a gestire l’account…
Anche lui come molti artisti hanno deciso di servirsi di Instagram, uno dei social media più utilizzato al mondo (800 Milioni Utenti Attivi – aprile 2017) come bacheca di lavoro o meglio artwork virtuale e, nel suo caso, dal portfolio singolo e quotidiano.
Cattelan, infatti, utilizza il suo profilo come opera d’arte, creando un alto coinvolgimento di pubblico che, incuriosito, cerca di non perdersi l’immagine del giorno successivo.

Cattelan” per Stupéfiant!, la rivista culturale presentata da Léa Salamé.

L’account @mauriziocattelan

È una furba maniera per non lasciare tracce sulla rete? Parliamo di strategia artistica? O di puro divertissement dell’artista nei confronti dei social network?


Anche perché si sa, Instagram vive di condivisioni di immagini e allora perché cancellarne l’archivio o più propriamente definito “Gallery”?

Sarebbe divertente fare un’analisi in modalità “critico d’arte” piena di voli pindarici, polemiche o elogi. Personalmente trovo l’idea molto originale e anzi credo che Cattelan abbia mirato a segno sul principio del ‘Mi piace’ o del ‘Follow me’, perchè con questo suo mood del comparire con una fotografia per un giorno soltanto e poi scomparire, punta dritto sull’attenzione mnemonica e sull’aspettativa.
 Valori che per un social network sono le basi per suscitare interesse e acquisire reputazione, sempre on line. Mentre per la sfera artistica sono sinonimo di successo, perché generano riconoscibilità e quindi, apprezzamento al genere o allo stile dell’artista, che mantiene uno sguardo attento verso un mercato in continuo divenire ed avido di novità.

L’arte alla Cattelan

Le sue opere d’arte sono apprezzate in tutto il mondo, non a caso è uno dei più importanti artisti italiani in attività, e sono cariche di emotività capaci di provocare curiosità e scandalo in un’epoca ormai abituata a vedere e ad avere tutto alla portata di un clic.
L’ironia probabilmente è la componente jolly dell’arte di Cattelan, ma è la beffa a rappresentare la sua massima forza. Ricordo per esempio l’intervista a Flash Art nel 1998 in cui aveva risposto con frasi di altri artisti o nel 2001 per un’intervista video ad una televisione svedese, in cui nelle sue vesti si era presentato Massimiliano Gioni, all’epoca giovane curatore e critico d’arte, oggi Direttore del New Museum di New York …

E Cattelan impazza sui Social

“”Tra le tante provocazioni, che più mi hanno colpito, vorrei citare il bagno d’oro al Guggenheim di New York: un sanitario d’oro a 18 carati, che può essere, oltre che ammirato, anche usato dai visitatori. Basta avere il biglietto della mostra!

Il water d’oro sostituisce il comune gabinetto in ceramica del bagno unisex della struttura museale ed è, come spiegano i curatori dell’installazione
“un’opportunità unica e intima di ritrovarsi faccia a faccia con l’arte”.

Cattelan continua ad affascinare il suo pubblico (me compresa) o più propriamente i suoi Seguaci, se continuiamo a usare il linguaggio dei social, con le sue vive e ironiche provocazioni sempre in equilibrio tra arte contemporanea e comunicazione di massa.

Il wc d’oro di Cattelan al Guggenheim di New York

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