Aspettando #Venezia83: tutto sulla prossima Mostra del Cinema di Venezia
Colin Farrel ph Rossana Viola – Mostra del Cinema #Venezia79
L’Europa e l’Asia riempiono il red carpet dove mancano le grandi major americane, una regista su venti è in gara, sette ore di Guadagnino su Bertolucci e il primo documentario italiano firmato dall’AI: #Venezia83 riscrive le regole del festival più antico del mondo
La Mostra del Cinema di Venezia con il numero 83 apre il 2 settembre 2026 al Lido e si chiude undici giorni dopo, con 88 film scelti tra 4.740 titoli arrivati da 62 paesi.
Nel comunicato stampa di presentazione del programma, il Direttore Alberto Barbera si affida a una frase di Slavoj Žižek, il filosofo protagonista di uno dei film in cartellone – The Pervert’s Guide to Utopias di Sophie Fiennes – per raccontare che cosa il cinema può ancora fare oggi: «Penso che il ruolo di Hollywood, o del cinema in generale, sia sempre stato quello di mettere in luce quei presupposti utopici che non percepiamo chiaramente nella nostra vita quotidiana. Se degli alieni dovessero visitare la nostra Terra e per caso mi chiedessero: “Potresti spiegarci cos’è l’umanità?”, non risponderei loro: “Andate in giro a dare un’occhiata”, ma griderei: “Guardate questi, questi, questi film e ci capirete”».
Capiamo innanzitutto che l’intelligenza artificiale entra ufficialmente nel programma attraverso Be Brave, il documentario fuori concorso di Francesco Carrozzini dedicato al papà della Diesel, Renzo Rosso.
Mostra del Cinema 2024 – ph. Igor Serdyukov
Mostra del Cinema 2024 – ph. Igor Serdyukov
Annata magra per i fan delle star di Hollywood, che al red carpet non vedranno sfilare il cast di Digger con Tom Cruise, del sequel di The Social Network firmato Aaron Sorkin, né del nuovo film di David Fincher con la sceneggiatura di Quentin Tarantino e protagonista Brad Pitt in The Adventures of Cliff Booth, tutti fermi per ritardi di produzione. Tra i più attesi e per la prima volta alla Mostra, Robert Pattinson, il bel Cedric Diggory de Il Calice di Fuoco nella saga di Harry Potter, oggi affermato attore e idolo di teen e non solo, da poco sul grande schermo nel ruolo dello spietato Antinoo, il più arrogante dei pretendenti di Penelope, nella trend topic e discussa Odissea di Christopher Nolan. A Venezia arriva per Primetime di Lance Oppenheim, prima incursione nella fiction per il regista dei documentari Ren Faire e Some Kind of Heaven: Pattinson veste i panni di Chris Hansen, il giornalista che nel 2004 lanciò To Catch a Predator, un segmento televisivo di Dateline NBC che attirava davanti alle telecamere adulti sospettati di cercare incontri sessuali con minorenni.
Guidano la squadra italiana Pierfrancesco Favino, che chiude la Mostra fuori concorso con Dio ride di Giovanni Veronesi, e Nanni Moretti, che torna in laguna dopo 37 anni con Succederà questa notte, interpretato da Louis Garrel e Jasmine Trinca: era assente dal 1989, l’anno di Palombella rossa, mentre in concorso mancava addirittura dal 1981, quando Sogni d’oro vinse il Leone d’argento. Con lui in gara per il Leone d’Oro al miglior film – premio che manca per l’Italia dal 2013 – ci sono altri quattro italiani: Marco Bechis con Ritorno a Buenos Aires, Edoardo De Angelis con Il fuoco che ti porti dentro, Andrea Pallaoro con The Echo Chamber e Paolo Strippoli con L’estranea.
Da segnalare anche il debutto alla regia di Anna Foglietta in gara a Orizzonti con Una storia: la crisi di una coppia dopo che la figlia lascia la casa per l’università, con protagonista Alba Rohrwacher, doppiamente presente quest’anno nel film in concorso, Un bon petit soldat di Stéphane Brizé, accanto a Vincent Lindon.
Tra i cast internazionali sono annunciati: la coppia Penélope Cruz e Javier Bardem in Bunker di Florian Zeller, affiancati da Stephen Graham, Paul Dano e Patrick Schwarzenegger. Nick Nolte è il protagonista di Company diretto da Casey Affleck, e Werner Herzog riunisce per Bucking Fastard le sorelle Kate e Rooney Mara, Orlando Bloom e Domhnall Gleeson.
L’amatissimo George Clooney, che a Venezia porta avanti un legame lungo quasi trent’anni, dal debutto nel 1998 con Out of Sight di Steven Soderbergh accanto a Jennifer Lopez, quest’anno arriva per ritirare il Leone d’Oro alla carriera assieme all’attrice Ellen Burstyn. Un premio che arriva con un tempismo quasi scritto: nel 2025 Clooney era presente con Jay Kelly di Noah Baumbach, nei panni di una star del cinema alle prese con l’avvicinarsi di un premio alla carriera in un festival italiano.
Mentre l’attrice che conosciamo per L’ultimo spettacolo, L’esorcista e per l’Oscar vinto nel 1975 con Alice non abita più qui di Martin Scorsese, arriva anche come interprete di Flesh Impact, cortometraggio diretto da Maggie Gyllenhaal, Presidente della giuria 2026, nei panni di una versione anziana di Marilyn Monroe. Con lei Dakota Johnson, che interpreta la diva giovane al centro della fama e dei riflettori.
George Clooney e Amal ph. Rossana Viola
Settimo Cannatella per Venezia78 Guadagnino e Johnson
Tra i venti titoli in concorso per la statuetta del leone alato, una sola regista firma un film, la danese di origini egiziane May el-Toukhy, con la sua opera Woman Unknown: un dramma psicologico su un oscuro segreto legato al passato di una donna che minaccia di distruggere la sua nuova e fragile stabilità.
Arianna Finos, su La Repubblica, racconta un dato che accende un dibattito oltre i confini di Venezia: le opere proposte da autrici scendono quest’anno dal 30 al 24 per cento, dando spazio a Emma Dante, la quale nota che i cinque film italiani in concorso restano firmati tutti da uomini e si chiede perché La ragazza con la Leica di Alina Marazzi sia finito in Orizzonti e non in concorso, e a Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia del Cinema Italiano, che segnala la stessa dinamica ai David di Donatello: quattro candidature su cinque al miglior esordio erano di registe, la cinquina per miglior film e miglior regia le esclude entrambe. Per Detassis il talento c’è già: manca l’accesso ai finanziamenti, la condizione che permette alle autrici di arrivare a un secondo o un terzo film.
Altri numeri fanno parlare di Venezia 83. Barbera ci rassicura che staremo inchiodati sulle poltrone per Luca Guadagnino, che dedica sette ore e quindici minuti a Bernardo Bertolucci con Joie de vivre, fuori concorso. Il documentario, ha spiegato, non è un’analisi di tutti i film di Bertolucci, “sennò sarebbe durato quattordici ore“, ma di molti di essi, condotta da Guadagnino insieme ad amici, colleghi registi e critici. Un modo “per fare di Bernardo Bertolucci la cartina di tornasole per capire cos’è il cinema, cos’è stato, cos’è il cinema moderno, e in ultima analisi cos’è la critica“.
Gli esercizi di ginnastica oculare si alleggeriscono di qualche ora con i film: Dau di Ilya Khrzhanovsky, sul fisico Lev Landau, in concorso, di 210 minuti; Musk di Alex Gibney, 232 minuti, il documentario iniziato nel 2023 quando Elon Musk era “solo” l’uomo più ricco del mondo, arriva a Venezia nei giorni in cui SpaceX lo consacra primo trilionario della storia e Biografía de Jorge Luis Borges il fuori concorso di Mariano Llinás, biografia dello scrittore argentino da 330 minuti.
Per un approfondimento in più, proprio a Borges è dedicato un giardino in città: il Labirinto Borges della Fondazione Cini, sull’Isola di San Giorgio Maggiore, realizzato nel 2011 dall’architetto Randoll Coate e riaperto recentemente al pubblico dopo un restauro conservativo. In quest’isola affacciata al Bacino di San Marco, è interessante ricordare che dall’1 al 30 settembre è in mostra Homo Faber, una tra le più importanti manifestazioni al mondo sull’alto artigianato diretta quest’anno da Es Devlin (due anni fa era stata affidata a Luca Guadagnino, insieme all’architetto Nicolò Rosmarini).
Alle maratone di visione, Manuele Fior – la firma del manifesto ufficiale – risponde con un fotogramma: fenicotteri rosa in fila indiana sul Lido di notte, un faro da set puntato addosso, diretti verso la Sala Grande. È la dedica all’amica Roberta Novielli, che dirigeva il Ca’ Foscari Short Film Festival.
Poi, ci sono gli appassionati, i giornalisti, gli aficionados e i professionisti del settore presenti come ogni anno, nel rituale alienante e affascinante che diventa anche un modo diverso di vivere la città, catapultati in un mondo a parte: corse al risveglio del sole verso vaporetti stipati per le prime proiezioni, notti ridotte al minimo della sopravvivenza biologica per scrivere e selezionare le foto degli articoli, il muro umano da cui sbirciare il red carpet per vedere dal vivo gli attori, i pranzi con panini da autogrill, le chiacchiere animate con gli amici, e ogni tanto la quiete da biblioteca dove rifocillarsi in sala stampa. È così… Lido, ci vediamo a settembre!
Informazioni utili
L’83. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica si svolge al Lido di Venezia dal 2 al 12 settembre 2026.
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- Cartella stampa Biennale Cinema 2026
- Programma di Venice Immersive, sull’isola del Lazzaretto Vecchio
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Manifesto ufficiale di #Venezia83
Maggie Gyllenhaal Photocall THE LOST DAUGHTER 2021 courtesy of La Biennale di Venezia
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